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Lecce - Presentazione del libro "Ad alta quota" di Lella Golfo

11 December 2014

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L'imprenditoria femminile come risorsa indispensabile per la crescita economica del Paese. Se ne discuterà oggi, giovedì 11 dicembre, alle ore 18.30, al Must di Lecce, in occasione della presentazione del libro "Ad alta quota" di Lella Golfo, giornalista, imprenditrice e presidente della Fondazione Marisa Bellisario.

Il Museo storico della città di Lecce accoglierà alcune delle più significative storie di donne libere che in questi anni hanno rivoluzionato silenziosamente la Puglia e l’Italia e accenderà l'attenzione sulle opportunità del presente e del futuro, un futuro in cui le donne: imprenditrici, madri, mogli, avranno un ruolo fondamentale.
“Donne, impresa, innovazione: sono queste le parole del futuro - ha detto Loredana Capone, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia e promotrice dell'evento. Le donne sono l'antidoto alla crisi. La loro risolutezza e creatività nell’affrontare le difficoltà, la capacità di sfornare idee ambiziose e trasformarle in imprese capaci di rispondere alle esigenze del territorio, possono cambiare il presente e costruire un futuro migliore. Rappresentano un bacino potenziale d’imprenditori che il Paese non può e non deve trascurare. C’è ancora tanto potenziale, infatti, che può esprimersi e che dobbiamo valorizzare. E’ in questo contesto che s’inserisce la presentazione del libro "Ad alta quota" di Lella Golfo”.
Alla presentazione interverranno al fianco dell'autrice: Paola Balducci - membro Consiglio Superiore della Magistratura, Alessandra Ghisleri - direttrice di Euromedia Research, Roberta Mazzotta - presidente Comitato dell'imprenditoria femminile, Elisabetta Santovito - presidente Rotary Taranto, Loredana Magi - Presidente Soroptomist International D’Italia Club di Lecce. La moderazione è affidata a Stefania Congedo – giornalista TeleNorba.
Sono 85.206 le imprese femminili registrate in Puglia, infatti, nel primo semestre 2014, con un tasso di femminilizzazione del 22,6% rispetto al 21,4% nazionale. I settori di attività in cui si concentrano sono: commercio (30,1%), agricoltura (26,0%), sanità, assistenza sociale, servizi alla persona (7,7%), alberghi e ristorazione (7,4%). L’imprenditoria femminile pugliese s’intreccia, da un lato con il fenomeno dell’autoimpiego come risposta alla crisi del lavoro dipendente, dall’altro con il profilo di una regione in cui le maggiori opportunità di benessere sembrano arrivare dall’incrocio con lo sviluppo di servizi a elevato contenuto innovativo. Non a caso molte delle imprese femminili sono imprese innovative.
“In Puglia – ha proseguito l’assessore - abbiamo attivato un “programma regionale a sostegno dell’imprenditoria femminile” che consente di agevolare l’accesso alle informazioni sugli incentivi per la creazione d’impresa, fornire consulenza per la trasformazione dell’idea in start-up, garantire le neo imprenditrici nei confronti del sistema bancario e del credito, e con il bando per la Legge 215/92 “Azioni positive per l’imprenditoria femminile” la Regione ha finanziato 402 imprese per oltre 26 milioni di euro. Abbiamo introdotto, inoltre, nei bandi regionali, premialità per quelle realtà imprenditoriali che presentano e promuovono una maggiore presenza femminile: “NIDI – Nuove Iniziative d’Impresa” (finalizzato ad agevolare l'autoimpiego per coloro i quali riscontrano difficoltà di accesso al mondo del lavoro) e “Microcredito” (che concede un prestito a tasso zero alle microimprese pugliesi che non riescono ad ottenere un finanziamento dalle banche), ad esempio, prevedono che le donne abbiano sempre il requisito di acceso, a condizione, ovviamente, che non siano imprenditrici o già occupate. Per NIDI sono già 768 le imprese femminili che a oggi hanno fatto richiesta di agevolazione e 1.307 le donne proponenti. Per Microcredito sono 250 e 424 donne proponenti. Imprese che si sommano alle 302 già finanziate con il bando “Start up”. Ma non è tutto perché la Regione è voluta intervenire sul tema conciliazione vita-lavoro mettendo in campo strumenti come i “Piani dei tempi e degli spazi delle città”, i “Patti Sociali di Genere”, il “Fondo per il sostegno alla flessibilità nel lavoro”. Perché assicurare maggiore parità di genere produce, non solo società più eque, ma benessere economico. Non esiste cambiamento, però, se non si parte dalla libertà delle donne e, quindi, dalla lotta alla violenza di genere. La Puglia, anche su questo, ha tenuto a dare il proprio contributo. L’ultima, in ordine cronologico, è la legge regionale che punta a consolidare e potenziare la rete dei servizi territoriali, a garantire assistenza economica e alloggiativa, inserimento lavorativo e percorsi privilegiati di accesso negli ospedali e nelle Asl per le vittime di violenza. Tanto resta ancora da fare e l’uguaglianza de iure e de facto, così come contenuto nella Convenzione di Istanbul, deve incidere sul rapporto uomo-donna per liberare quel rapporto dai concetti di subalternità e possesso. In questo – ha concluso Capone - il ruolo della politica non è secondario, anzi. In quest’ottica porteremo a Lecce, in gennaio, il “Forum delle donne imprenditrici”, donne ‘eccellenti’, anche di origine pugliese, attive a livello internazionale. Con loro discuteremo del potenziale economico e creativo che la risorsa femminile può offrire al Paese”.